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martedì 17 luglio 2012
Le vent nous portera
Quanti fastidi, quanta stanchezza, quante tensioni.
Improvvisamente tutto sparisce. Tutto si dossolve. Perfino il caldo afoso.
Improvvisamente arriva il vento a scompigliarti i capelli, le idee, i pensieri. Ad arricciare il mare.
Questa volta però il vento non mi da fastidio. Questa volta il vento mi ha portato la bellezza delle piccole cose.
Mi ha portato i sorrisi sinceri e i saluti di nuove conoscenze,
una serata in compagnia dei miei amici,
un pomeriggio di shopping (più pacato che sfrenato), tempestato di buste bellissime colorate.
Mi ha fatto finalmente guidare la MacchinadelCapo, verso sud, tra il mare in burrasca, i pini agitati e la radio a tutto volume.
Mi ha portato l'abbraccio dei miei genitori in aeroporto di ritorno dalla loro vacanza.
Le vent nous portera....
domenica 8 luglio 2012
Morning routine
Scipione, Caronte, Minosse
Questi strambi personaggi che ormai da settimane salutano l'Italia sono gli stessi che danno il via alle mie settimane "bollenti".
Sembra non ci sia tempo per niente, a parte per il weekend col mare, l'amore, e il relax. Per il resto, un via vai di impegni, imprevisti, che mi occupano ciò che resta. Però sono felice.
Tutto intorno una città in piena estate, calpestata da cittadini sempre meno vestiti e turisti sempre più simpatici. Ultimamente mi sono imbattuta in uno di loro alla fermata del bus. E' stato piacevole mettere alla prova il mio appena rinfrescato inglese, ma soprattutto è stata una sorpresa sentir dire che la mia Terra è "a very beautiful place, with very nice people". Finalmente qualcuno se n'è accorto! (non solo Biagio Antonacci, un ricco sceicco, i Duran Duran, Beautiful, e piccoli vip nostrani, che con la parola Salento pensano di racchiudere una regione)
Il caldo afoso non ferma i miei concittadini che continuano a lavorare aspettando ansiosi le ferie, ad invadere i negozi per i saldi (solo il primo giorno però), a rinfrescarsi con una bella Peroni ghiacciata sorseggiata in riva al mare, di fronte al teatro galleggiante, in un posto chiamato chiringuito dove puoi incontrare davvero chiunque, dal libero professionista all'ambulante, dalla coppia di sposi novelli appena usciti dalla basilica a giovani in pantaloncini e infradito, dal crocerista che si avvicina incuriosito a noi studenti di un corso sul turismo che sembra non finire più. Persone che nella vita non hanno niente a che spartire tra di loro, tranne questo posto che con la sua semplicità e le sue birre a 1 euro mette tutti d'accordo.
L'estate ravviva le città che si popolano di eventi all'aperto, sul mare, vicino al porto. La gente ha voglia di uscire. La gente ha bisogno di uscire. La vita esplode. Non c'è Caronte o Scipione che regga.
giovedì 14 giugno 2012
Un posto per ritrovarsi
Nottata intensa, il cervello gira nonostante il sonno. Immagini, situazioni, persone che si rincorrono, frutto delle nuove abitudini che scandiscono la mia vita. La mia mente non si ferma mai e quando si ferma è perchè finalmente decido di svegliarmi per porre fine a questo turbinio di visioni.
Alla fine si arrende e, stanca e scossa, saluta le luci dell'alba. Sono le 6.20.
Di tutto quello che mi è passato davanti stanotte non resta nulla, ma proprio non riesco a ritrovare pace, a ritrovare il sonno.
Penso a come impegnare la mattina. Penso a qualcosa che mi rilassi.....
Da buon pesce quale sono, non vedo altra soluzione che il mare.
E anche se so che dovrò prendere la macchina e fuori fa caldo, che dovrò tornare a casa entro mezzogiorno, in pochi minuti indosso il costume e metto su la protezione. Via.
In un quarto d'ora raggiungo la mia meta. Questo è il mio mare, questo è il mare che ha visto crescere i miei genitori. Questo è il mio posto per ritrovarmi. Affondate con me....
Pryntil è tornata a casa a brillare, dopo un giro in taverna, in esilio da gamberi e granchi.
Alla fine si arrende e, stanca e scossa, saluta le luci dell'alba. Sono le 6.20.
Di tutto quello che mi è passato davanti stanotte non resta nulla, ma proprio non riesco a ritrovare pace, a ritrovare il sonno.
Penso a come impegnare la mattina. Penso a qualcosa che mi rilassi.....
Da buon pesce quale sono, non vedo altra soluzione che il mare.
E anche se so che dovrò prendere la macchina e fuori fa caldo, che dovrò tornare a casa entro mezzogiorno, in pochi minuti indosso il costume e metto su la protezione. Via.
In un quarto d'ora raggiungo la mia meta. Questo è il mio mare, questo è il mare che ha visto crescere i miei genitori. Questo è il mio posto per ritrovarmi. Affondate con me....
Pryntil è tornata a casa a brillare, dopo un giro in taverna, in esilio da gamberi e granchi.
mercoledì 6 giugno 2012
LA VITA COMODA
La vita comoda è avere orari che finalmente scandiscono la mia giornata e che al tempo stesso non ledono il mio organismo.
E' lasciarsi asciugare i capelli dal sole, uscire di casa senza dover più ricorrere a fonditinta, correttore, terra, trucco e parrucco.
Indossare indumenti freschi, leggeri, come i pantaloni e le magliette larghi e di cotone/lino. Uscire in ciabatte infradito e nonostante tutto sentirsi a proprio agio, perchè nessuno potrà pensare che sembri una che si è appena alzata dal letto, con ancora il piagiama addosso.
La vita comoda per me è l'arrivo dell'estate con l'inizio di giugno.
Scoprirsi.
Rivelarsi per come si è realmente, al naturale.
Comodi.
martedì 15 maggio 2012
Shiny happy people
Ogni persona che incontriamo occupa un posto preciso nella nostra vita. Ha un suo perchè.
Ci sono persone con le quali abbiamo una forte alchimia.
Persone che amiamo incondizionatamente.
Persone che ci faranno ridere.
Persone che ci fanno sentire a casa.
Persone che ci fanno piangere.
Persone che ci feriscono.
Persone che ci rasserenano.
Persone con le quali, semplicemente, stiamo bene.
Persone, senza le quali, non potremo vivere.
Sono reduce da due giorni durante i quali ho ritrovato una persona conosciuta da un paio d'anni, ormai lontana, con la quale ho condiviso un'esperienza che mi ha fatto molto crescere. Un'esperienza del mondo degli adulti che quotidianamente mi allontanava dalle persone a me più care e dalla mia terra.
Oggi siamo geograficamente lontane. In questi due giorni ci siamo incontrate.
Ed è stato bello ritrovarsi, ridere, ricordare aneddoti di quella fantastica esperienza che abbiamo condiviso insieme, conoscere un'altra persona fantastica e solare. Dopo tanto tempo ho trascorso nuovamente qualche ora di spensieratezza insieme ad amici che sono solo miei, che non derivano da altre conoscenze.
E dopo tante delusioni è bello sentire che si può ancora avere fiducia negli altri, è bello trovare persone solari, positive, con le quali riesci ad essere te stessa, semplicemente.
Ci sono persone con le quali abbiamo una forte alchimia.
Persone che amiamo incondizionatamente.
Persone che ci faranno ridere.
Persone che ci fanno sentire a casa.
Persone che ci fanno piangere.
Persone che ci feriscono.
Persone che ci rasserenano.
Persone con le quali, semplicemente, stiamo bene.
Persone, senza le quali, non potremo vivere.
Sono reduce da due giorni durante i quali ho ritrovato una persona conosciuta da un paio d'anni, ormai lontana, con la quale ho condiviso un'esperienza che mi ha fatto molto crescere. Un'esperienza del mondo degli adulti che quotidianamente mi allontanava dalle persone a me più care e dalla mia terra.
Oggi siamo geograficamente lontane. In questi due giorni ci siamo incontrate.
Ed è stato bello ritrovarsi, ridere, ricordare aneddoti di quella fantastica esperienza che abbiamo condiviso insieme, conoscere un'altra persona fantastica e solare. Dopo tanto tempo ho trascorso nuovamente qualche ora di spensieratezza insieme ad amici che sono solo miei, che non derivano da altre conoscenze.
E dopo tante delusioni è bello sentire che si può ancora avere fiducia negli altri, è bello trovare persone solari, positive, con le quali riesci ad essere te stessa, semplicemente.
giovedì 10 maggio 2012
Memorie di una geisha
" Le geishe non sono cortigiane, non sono mogli. Vendiamo la nostra abilità, non il nostro corpo. Creiamo un altro mondo, segreto. Un luogo solo di bellezza. La parola geisha significa artista, ed essere geisha vuol dire essere valutata come un'opera d'arte in movimento."
( dal film di Rob Marshall Memorie di una geisha, 2005)
Ieri sera ho rivisto questo splendido film che narra la storia di una bambina, Chiyo,la cui vita verrà stravolta da una serie di avvenimenti, fino a farla diventare la geisha più ambita del suo paese, nonchè a farle trovare l'amore.
Ogni volta che lo vedo penso a quanto sia stato affascinante il mondo segreto delle geishe e mi chiedo se esiste tutt'ora. Penso anche all'utilizzo improprio che oggi si fa della parola GEISHA, sempre più spesso associata a significati errati o fuorvianti.
Resto colpita dalla raffinatezza dei comportamenti e dalle delicate movenze di queste artiste, capaci di mettere in ginocchio un uomo con il solo sguardo, di attirare l'attenzione grazie ai loro discorsi mai scontati o banali "in piedi, non sdraiate", di procurare piacere mostrando un "barlume di polso, una schiva traccia di pelle nuda".
E tutto diventa ancora più proibito e segreto, più desiderabile.
Quante cose noi donne potremmo imparare da questa antica "arte". Impareremmo ad avere più rispetto per l'uomo che ci sta accanto ma soprattutto per noi stesse.
"Lei si dipinge il viso per nascondere il viso, i suoi occhi sono acqua profonda. Non è per una geisha desiderare, non è per una geisha provare sentimenti. La geisha è un'artista del mondo che fluttua. Danza, canta, vi intrattiene...tutto quello che volete. Il resto è ombra. Il resto è segreto."
( dal film di Rob Marshall Memorie di una geisha, 2005)
Ieri sera ho rivisto questo splendido film che narra la storia di una bambina, Chiyo,la cui vita verrà stravolta da una serie di avvenimenti, fino a farla diventare la geisha più ambita del suo paese, nonchè a farle trovare l'amore.
Ogni volta che lo vedo penso a quanto sia stato affascinante il mondo segreto delle geishe e mi chiedo se esiste tutt'ora. Penso anche all'utilizzo improprio che oggi si fa della parola GEISHA, sempre più spesso associata a significati errati o fuorvianti.
Resto colpita dalla raffinatezza dei comportamenti e dalle delicate movenze di queste artiste, capaci di mettere in ginocchio un uomo con il solo sguardo, di attirare l'attenzione grazie ai loro discorsi mai scontati o banali "in piedi, non sdraiate", di procurare piacere mostrando un "barlume di polso, una schiva traccia di pelle nuda".
E tutto diventa ancora più proibito e segreto, più desiderabile.
Quante cose noi donne potremmo imparare da questa antica "arte". Impareremmo ad avere più rispetto per l'uomo che ci sta accanto ma soprattutto per noi stesse.
"Lei si dipinge il viso per nascondere il viso, i suoi occhi sono acqua profonda. Non è per una geisha desiderare, non è per una geisha provare sentimenti. La geisha è un'artista del mondo che fluttua. Danza, canta, vi intrattiene...tutto quello che volete. Il resto è ombra. Il resto è segreto."
domenica 22 aprile 2012
Dall'ozio al fulltime -part 1-
Prima settimana lavorativa conclusa.
Ovviamente non si tratta di un lavoro definitivo, ma semplicemente di una sostituzione di due settimane in un'agenzia di servizi turistici/copisteria/doposcuola, causa matrimonio+viaggio di nozze dei proprietari.
Una settimana in cui è successo tutto e niente (conoscenze, compleanno del fratello, pilates, figuracce memorabili, arrivi, colpi di scena) e che si è conclusa con una delle mie solite paranoie mentali che mi mandano in tilt. Ma procediamo con ordine e a puntate.
PREMESSA
La graziosa agenzia si trova in pieno centro storico, nella piazza della cattedrale e i suoi proprietari conoscono praticamente tutti, ma proprio TUTTI, gli abitanti della zona, nonchè tutta la popolazione clericale. L'attività principale dovrebbe essere quella di fungere da infopoint turistico ma a causa dei miseri fondi passati dall'ufficio di riferimento, la convenzione è saltata. Per sopperire a questo si organizzano gite in luoghi di culto, doposcuola pomeridiano, e si svolge attività di copisteria.
La mia settimana è iniziata all'insegna di nuvoloni, vento e pioggia e così è andata avanti fino a oggi, con qualche raggio di sole a illuderci che finalmente fosse arrivata la primavera una volta per tutte. Immaginate il mio umore. Alle stelle. Sono fortemente meteropatica e tutto ciò mi ha innervosito e infastidito. Si ecco, fastidio è il termine più adatto. A questo aggiungeteci il fatto che il bus navetta che prendo per raggiungere il luogo di lavoro e che è davvero frequente, passa dalla fermata o parte dal capolinea non appena mi vede arrivare ad un isolato di distanza. -.-'
La pioggia che scendeva copiosa è stato uno, se non l'unico, dei motivi che ha spinto un paio di vigili urbani a cercare rifugio in agenzia. Una chiacchiera tira l'altra e ne ho ricavato un caffè al bar (nb:io non posso bere caffè,purtroppo è veleno per il mio stomaco), e il numero di telefono del vigile che ha l'età di mio padre e che presta servizio nella piazza della basilica "Per qualsiasi cosa, QUALSIASI, a disposizione!" O.o Vedremo....
Poi gente che vuole fotocopie fronteretro,fax, mappe del centro storico, turisti francesi che chiedono di negozi dove acquistare oggetti d'arte ??? (e sinceramente non ho capito se volevano oggetti artistici dell'artigianato locale o proprio gli attrezzi per realizzare qualcosa), gente che ti chiede dei proprietari, gente che ti scambia per la proprietaria....
Ora, non per vantarmi del mio fisico, ma evidentemente la signora doveva avere seri problemi alla vista dato che la propretaria è fisicamente il triplo di quanto sono io "Ahhhh, ma non sei G.! Ho visto la stessa faccia tonda." O.o
Tutto questo succede durante la mattina, che può essere piacevolmente chiacchierosa ma anche noiosamente noiosa.
Il pomeriggio.... DOPOSCUOLA.
Si comincia alle 15.30 con 7 ragazzini tra gli 11 e i 15 anni, che ti consegnano il diario e che ti assillano di domande in cerca di conferme ma più spesso di soluzioni, e con sempre meno voglia di studiare.
Ma questa è un'altra storia e davvero troppe ce ne sarebbero da raccontare, per questo mi riservo di narrarvele nel prossimo post ;)
lunedì 2 aprile 2012
Pensieri sparsi di una mente in letargo
Tutto quello che verrà scritto in questo post non ha alcun senso logico.
Potete leggerlo da dove vi pare, forse alla fine non ci capirete nulla. Peggio di me.
Ci sono dei giorni che mi faccio tristezza da sola.
Nonostante le belle giornate, il sole che splende più a lungo mi perdo in pensieri che non mi abbandonano più.
1. Com'è che non sono capace di legarmi a delle amiche
2. Com'è che la mia mente pensa sempre e solo determinate cose. O meglio: quale artificioso meccanismo regola i nostri pensieri, decidendone il grado di importanza.
3. Com'è che tutte le aziende/società a cui mando curricula quotidianamente non rispondono nemmeno con un "grazie, ma non sei la persona che stiamo cercando". Sono forse società fantasma???
A queste domande non ci sono risposte, o almeno io proprio non riesco a trovarle.
E ora mi sono anche dimenticata tutti i mille pensieri che mi avevano affollato la mente in questi giorni.
Ma davvero, vi è mai capitato di pensare sempre e solo a qualcosa?
Sono quelle cose che all'improvviso decidono di piantarsi nella vostra mente per rimanerci. Mettono le tende e vi prendono proprio in quegli attimi in cui ve ne state tranquilli. Da qui parte il tormentone. E non vi lascia più, finchè non siete talmente forti da sbatterli fuori a calci per far posto a qualcosa di meglio a cui pensare.
Io poi sono una persona che facilmente si suggestiona. Mi basta un niente, una parola o una frase dette in un particolare contesto, un'immagine, che subito mi immedesimo. Duopo tutto quello che osservo, sento in radio, in tv, per strada, tutto è collegato. Mi spiego meglio con un esempio.
Ho un piccolo ritardo (e non mi riferisco a nessun appuntamento), e nonostante razionalmente so che posso stare tranquilla, la parte maligna della mia mente mi da già per gravida. Nello stesso periodo se esco a farmi un giro vedo solo donne in dolce attesa, se guardo la tv ci sono film o programmi che parlano dell'argomento, e giù di lì. Insomma alla fine non sei incinta, ma ti convici di esserlo.
Ora forse penserete che sono pazza. Probabilmente lo sono. Probabilmente avrei solo bisogno di impegnarmi seriamente in qualcosa per non perdere tempo a pensare......
A questo aggiungeteci la forte dipendeza da antistaminico del periodo. Alla fine non è che risolvo il problema. Starnutisco rumorosamente lo stesso, ho gli occhi perennnemente lucidi. Ma per lo meno il tutto è limitato a precisi momenti della giornata.
Nel frattempo, ho anche provato a fare un pò di shopping (terapeutico s'intende) ma con scarsissimi risultati.
Prova costume???Il pilates, che pratico con costanza da gennaio, aiuta ma non fa miracoli. Fortunatamente il mio fisico, seppur con qualche difetto tipicamente femminile, regge ancora nonostante la vicinanaza ai 30 e la vita sedentaria e comodona che conduco.
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