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venerdì 27 aprile 2012

L'albero che... più ne bevi più ce n'è :)

Dopo 10 mesi di trepidante attesa, ieri ha riaperto L'albero che...


L'albero che è un piccolo e accogliente pub/friggitoria a pochi passi da casa.
Ma definirlo semplicemente pub sarebbe un'eresia perchè L'albero che... , oltre ad essere un'istituzione, è anche il nostro pub.

L'albero che... (volgarmente denominato Smesh dai maschi del gruppo), l'ho conosciuto 7 anni orsono grazie alla mia metà e ai suoi amici, e da allora ne sono diventata strettamente dipendente. Dipendente dalle sue fritture miste immense, dalla sua "piadina araba", dal panino  "Pinuccio" e dal piatto con la cotoletta, dalle birre fresche in estate e in inverno, dall'aria familiare che ormai respiro ogni volta che ci entro.
Il posto giusto, al momento giusto, per una buona cena (di quelle che fanno male) o solo per una birra e una chiacchiera con gli amici.
Finalmente dopo 10 lunghissimi mesi, ieri sera sono rientrata in questo posto speciale.

Ed è stato come se ci fossi stata appena la sera prima.

Bentornato Albero che... !

domenica 19 febbraio 2012

Carnevale all'ingrasso

Non sarà Vanezia, ma nel nostro piccolo ce la caviamo abbastanza bene. Si perchè anche nella mia città il carnevale è una festività molto sentita.
Al tempo dei miei nonni era anche più festeggiata e rappresentata. Nel giorno del martedì grasso, la via principale della città era percorsa da carri addobbati e maschere che circolavano tra una folla urlante e festosa. La processione, giunta davanti al teatro comunale, riceveva gli onori della classe benestante, la quale, lanciava monete e confetti alla folla. Successivamente si proseguiva verso la città vecchia dove si intonvano le Lodi di Rocco, una specie di inno ad un povero contadino morto, il quale era stao l'unico capace a piantare bene le  bastenache (carote). Il tutto accompagnato dai partecipanti che, attraverso i loro lamenti, ricordavano il dolore della vedova afflitta.
Oggi questa antica tradizione non esiste più, purtroppo, e il carnevale barese trova la sua maggiore espressione nella cucina. In questo periodo e in particolar modo nei giorni del giovedì/martedì grasso, sulle nostre tavole non possono mancare il calzone di cipolla, il calzone di carne sfrìtte (fritta), le sgagliozze (polenta fritta), le chiacchiere (dette anche frappe), e i confetti di carnevale.
Nella mia famiglia il carnevale si è sempre festeggiato poichè io stessa sono nata in un giorno che spesso "cade" (coincide) con questo periodo dell'anno. I miei compleanni, sin da quando ero una piccola bimba, sono all'insegna delle maschere, dei travestimenti, dei coriandoli e degli scherzi. Quest'anno, ahimè, niente di tutto ciò, poichè per un pelo sono fuori dal carnevale, ma quando è possibile non faccio mancare maschere, addobbi e coriandoli  ai miei graditi commensali.
La poetessa barese Francesca Romana Capriati scriveva che il Carnevale  altro non è che la rappresentazione della vita, tutti quanti indossiamo una maschera: c'è chi dovrebbe piangere e invece se la ride e qualcun'altro che ride per nascondere il proprio pianto.

    specialità carnevalesche