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domenica 8 luglio 2012
Morning routine
Scipione, Caronte, Minosse
Questi strambi personaggi che ormai da settimane salutano l'Italia sono gli stessi che danno il via alle mie settimane "bollenti".
Sembra non ci sia tempo per niente, a parte per il weekend col mare, l'amore, e il relax. Per il resto, un via vai di impegni, imprevisti, che mi occupano ciò che resta. Però sono felice.
Tutto intorno una città in piena estate, calpestata da cittadini sempre meno vestiti e turisti sempre più simpatici. Ultimamente mi sono imbattuta in uno di loro alla fermata del bus. E' stato piacevole mettere alla prova il mio appena rinfrescato inglese, ma soprattutto è stata una sorpresa sentir dire che la mia Terra è "a very beautiful place, with very nice people". Finalmente qualcuno se n'è accorto! (non solo Biagio Antonacci, un ricco sceicco, i Duran Duran, Beautiful, e piccoli vip nostrani, che con la parola Salento pensano di racchiudere una regione)
Il caldo afoso non ferma i miei concittadini che continuano a lavorare aspettando ansiosi le ferie, ad invadere i negozi per i saldi (solo il primo giorno però), a rinfrescarsi con una bella Peroni ghiacciata sorseggiata in riva al mare, di fronte al teatro galleggiante, in un posto chiamato chiringuito dove puoi incontrare davvero chiunque, dal libero professionista all'ambulante, dalla coppia di sposi novelli appena usciti dalla basilica a giovani in pantaloncini e infradito, dal crocerista che si avvicina incuriosito a noi studenti di un corso sul turismo che sembra non finire più. Persone che nella vita non hanno niente a che spartire tra di loro, tranne questo posto che con la sua semplicità e le sue birre a 1 euro mette tutti d'accordo.
L'estate ravviva le città che si popolano di eventi all'aperto, sul mare, vicino al porto. La gente ha voglia di uscire. La gente ha bisogno di uscire. La vita esplode. Non c'è Caronte o Scipione che regga.
venerdì 18 maggio 2012
Orti in città
Oggi la mia città si è svegliata così... :)
Purtroppo questa è solo una minima parte del verde che ha letteralmente invaso alcune strade della mia città.
Davvero un'iniziativa deliziosa promossa dai vivaisti che hanno
allestito in maniera originalissima tanti piccoli orti con piante e
fiori di ogni tipo.
Purtroppo questa è solo una minima parte del verde che ha letteralmente invaso alcune strade della mia città.
martedì 1 maggio 2012
I° MAGGIO
Tornare a casa baciati dal sole e con il sapore del mare sulla pelle non ha prezzo
BUON PRIMO MAGGIO !!!
sabato 28 aprile 2012
Dall'ozio al fulltime -part 2-
Mi dispiace?? Forse un pò si.
Anche se in questi ultimi giorni ben poco c'è stato da fare, doposcuola a parte.
Già, il doposcuola.
Alla fine le mie preoccupazioni in merito si sono dissipate. Certo la matematica continua ad essere il mio tallone d'Achille, tanto che a volte mi sono dovuta arrendere a figuracce magistrali nella risoluzione di problemi geometrici che ti davano l'area e volevano il mondo!
In qualche modo sono riuscita a gestire 7 ragazzini che più passa il tempo, più splende il sole, più fa caldo, più si succedono le feste, più diminuisce la loro voglia di studiare. Assolutamente comprensibile, visto che:
25 aprile=festa, 1 maggio=festa, 7-8-9 maggio=festa (patronale).
Indi, nella mia città, maggio=fine scuola.
Quello che, in questo breve periodo, non è diminuito bensì è aumentato è stata la mia sorpresa nei confronti di questi pischelli già avviati a ben altri mondi....
Punto primo: tutti hanno l'iPhone, vestono allo stesso modo se non proprio con gli stessi vestiti
Punto secondo: a soli 14 anni sono già spacciatori di prevendite per serate nei vari locali della città e dintorni
Punto terzo: giocano a obbligo o verità (e fin qui tutto normale), ma aggiungendo i "livelli di difficoltà" e non si può dire di NO
Punto terzo: sincerità e schiettezza disarmanti. Quando vogliono farti capire qualcosa lo fanno in maniera chiarissima, senza mezzi termini (dopo il primo giorno con me, si sono totalmente disinibiti)
Punto quarto: studiano inglese/francese, ma non sanno leggere con la giusta pronuncia, non sanno tradurre... O meglio, pensano che il barese e il francese abbiano molto in comune (es: traduzione di "di niente" in francese = "de nudd"). Non riescono a fare un riassunto o a esporre un paragrafo di storia, ma in compenso sono delle schegge in fatto di equazioni, piramidi e calcoli.
Se poi unA di loro ti chiede "Ti posso fare una domanda? No seriamente, è una domanda di scienze. Cos'è l'utero? Ma io ce l'ho???Perchè io ho detto alla professoressa che mia sorella quando è nata aveva l'utero. Aveva gli occhi gialli, la faccia gialla...Davvero!!!Non sto scherzando!!!!" O.o
-"Ecco magari era l'ITTERO. E comunque sì, tu ce l'hai l'utero, come tutte le donne del mondo."
Subito è scattata la corsa a chi sapeva cos'era l'utero e dove si trovava precisamente. Vi dico solo che qualcuno era fermamente convinto che si trovasse da qualche parte nel sedere...
Se vi capita, non preoccupatevi, è assolutamente normale!
venerdì 27 aprile 2012
L'albero che... più ne bevi più ce n'è :)
Dopo 10 mesi di trepidante attesa, ieri ha riaperto L'albero che...

Ma definirlo semplicemente pub sarebbe un'eresia perchè L'albero che... , oltre ad essere un'istituzione, è anche il nostro pub.
L'albero che... (volgarmente denominato Smesh dai maschi del gruppo), l'ho conosciuto 7 anni orsono grazie alla mia metà e ai suoi amici, e da allora ne sono diventata strettamente dipendente. Dipendente dalle sue fritture miste immense, dalla sua "piadina araba", dal panino "Pinuccio" e dal piatto con la cotoletta, dalle birre fresche in estate e in inverno, dall'aria familiare che ormai respiro ogni volta che ci entro.
Il posto giusto, al momento giusto, per una buona cena (di quelle che fanno male) o solo per una birra e una chiacchiera con gli amici.
Finalmente dopo 10 lunghissimi mesi, ieri sera sono rientrata in questo posto speciale.
Ed è stato come se ci fossi stata appena la sera prima.
Bentornato Albero che... !
domenica 22 aprile 2012
Dall'ozio al fulltime -part 1-
Prima settimana lavorativa conclusa.
Ovviamente non si tratta di un lavoro definitivo, ma semplicemente di una sostituzione di due settimane in un'agenzia di servizi turistici/copisteria/doposcuola, causa matrimonio+viaggio di nozze dei proprietari.
Una settimana in cui è successo tutto e niente (conoscenze, compleanno del fratello, pilates, figuracce memorabili, arrivi, colpi di scena) e che si è conclusa con una delle mie solite paranoie mentali che mi mandano in tilt. Ma procediamo con ordine e a puntate.
PREMESSA
La graziosa agenzia si trova in pieno centro storico, nella piazza della cattedrale e i suoi proprietari conoscono praticamente tutti, ma proprio TUTTI, gli abitanti della zona, nonchè tutta la popolazione clericale. L'attività principale dovrebbe essere quella di fungere da infopoint turistico ma a causa dei miseri fondi passati dall'ufficio di riferimento, la convenzione è saltata. Per sopperire a questo si organizzano gite in luoghi di culto, doposcuola pomeridiano, e si svolge attività di copisteria.
La mia settimana è iniziata all'insegna di nuvoloni, vento e pioggia e così è andata avanti fino a oggi, con qualche raggio di sole a illuderci che finalmente fosse arrivata la primavera una volta per tutte. Immaginate il mio umore. Alle stelle. Sono fortemente meteropatica e tutto ciò mi ha innervosito e infastidito. Si ecco, fastidio è il termine più adatto. A questo aggiungeteci il fatto che il bus navetta che prendo per raggiungere il luogo di lavoro e che è davvero frequente, passa dalla fermata o parte dal capolinea non appena mi vede arrivare ad un isolato di distanza. -.-'
La pioggia che scendeva copiosa è stato uno, se non l'unico, dei motivi che ha spinto un paio di vigili urbani a cercare rifugio in agenzia. Una chiacchiera tira l'altra e ne ho ricavato un caffè al bar (nb:io non posso bere caffè,purtroppo è veleno per il mio stomaco), e il numero di telefono del vigile che ha l'età di mio padre e che presta servizio nella piazza della basilica "Per qualsiasi cosa, QUALSIASI, a disposizione!" O.o Vedremo....
Poi gente che vuole fotocopie fronteretro,fax, mappe del centro storico, turisti francesi che chiedono di negozi dove acquistare oggetti d'arte ??? (e sinceramente non ho capito se volevano oggetti artistici dell'artigianato locale o proprio gli attrezzi per realizzare qualcosa), gente che ti chiede dei proprietari, gente che ti scambia per la proprietaria....
Ora, non per vantarmi del mio fisico, ma evidentemente la signora doveva avere seri problemi alla vista dato che la propretaria è fisicamente il triplo di quanto sono io "Ahhhh, ma non sei G.! Ho visto la stessa faccia tonda." O.o
Tutto questo succede durante la mattina, che può essere piacevolmente chiacchierosa ma anche noiosamente noiosa.
Il pomeriggio.... DOPOSCUOLA.
Si comincia alle 15.30 con 7 ragazzini tra gli 11 e i 15 anni, che ti consegnano il diario e che ti assillano di domande in cerca di conferme ma più spesso di soluzioni, e con sempre meno voglia di studiare.
Ma questa è un'altra storia e davvero troppe ce ne sarebbero da raccontare, per questo mi riservo di narrarvele nel prossimo post ;)
domenica 19 febbraio 2012
Carnevale all'ingrasso
Non sarà Vanezia, ma nel nostro piccolo ce la caviamo abbastanza bene. Si perchè anche nella mia città il carnevale è una festività molto sentita.
Al tempo dei miei nonni era anche più festeggiata e rappresentata. Nel giorno del martedì grasso, la via principale della città era percorsa da carri addobbati e maschere che circolavano tra una folla urlante e festosa. La processione, giunta davanti al teatro comunale, riceveva gli onori della classe benestante, la quale, lanciava monete e confetti alla folla. Successivamente si proseguiva verso la città vecchia dove si intonvano le Lodi di Rocco, una specie di inno ad un povero contadino morto, il quale era stao l'unico capace a piantare bene le bastenache (carote). Il tutto accompagnato dai partecipanti che, attraverso i loro lamenti, ricordavano il dolore della vedova afflitta.
Oggi questa antica tradizione non esiste più, purtroppo, e il carnevale barese trova la sua maggiore espressione nella cucina. In questo periodo e in particolar modo nei giorni del giovedì/martedì grasso, sulle nostre tavole non possono mancare il calzone di cipolla, il calzone di carne sfrìtte (fritta), le sgagliozze (polenta fritta), le chiacchiere (dette anche frappe), e i confetti di carnevale.
Nella mia famiglia il carnevale si è sempre festeggiato poichè io stessa sono nata in un giorno che spesso "cade" (coincide) con questo periodo dell'anno. I miei compleanni, sin da quando ero una piccola bimba, sono all'insegna delle maschere, dei travestimenti, dei coriandoli e degli scherzi. Quest'anno, ahimè, niente di tutto ciò, poichè per un pelo sono fuori dal carnevale, ma quando è possibile non faccio mancare maschere, addobbi e coriandoli ai miei graditi commensali.
La poetessa barese Francesca Romana Capriati scriveva che il Carnevale altro non è che la rappresentazione della vita, tutti quanti indossiamo una maschera: c'è chi dovrebbe piangere e invece se la ride e qualcun'altro che ride per nascondere il proprio pianto.
Al tempo dei miei nonni era anche più festeggiata e rappresentata. Nel giorno del martedì grasso, la via principale della città era percorsa da carri addobbati e maschere che circolavano tra una folla urlante e festosa. La processione, giunta davanti al teatro comunale, riceveva gli onori della classe benestante, la quale, lanciava monete e confetti alla folla. Successivamente si proseguiva verso la città vecchia dove si intonvano le Lodi di Rocco, una specie di inno ad un povero contadino morto, il quale era stao l'unico capace a piantare bene le bastenache (carote). Il tutto accompagnato dai partecipanti che, attraverso i loro lamenti, ricordavano il dolore della vedova afflitta.
Oggi questa antica tradizione non esiste più, purtroppo, e il carnevale barese trova la sua maggiore espressione nella cucina. In questo periodo e in particolar modo nei giorni del giovedì/martedì grasso, sulle nostre tavole non possono mancare il calzone di cipolla, il calzone di carne sfrìtte (fritta), le sgagliozze (polenta fritta), le chiacchiere (dette anche frappe), e i confetti di carnevale.
Nella mia famiglia il carnevale si è sempre festeggiato poichè io stessa sono nata in un giorno che spesso "cade" (coincide) con questo periodo dell'anno. I miei compleanni, sin da quando ero una piccola bimba, sono all'insegna delle maschere, dei travestimenti, dei coriandoli e degli scherzi. Quest'anno, ahimè, niente di tutto ciò, poichè per un pelo sono fuori dal carnevale, ma quando è possibile non faccio mancare maschere, addobbi e coriandoli ai miei graditi commensali.
La poetessa barese Francesca Romana Capriati scriveva che il Carnevale altro non è che la rappresentazione della vita, tutti quanti indossiamo una maschera: c'è chi dovrebbe piangere e invece se la ride e qualcun'altro che ride per nascondere il proprio pianto.
specialità carnevalesche
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domenica 4 dicembre 2011
4/12/'11: 22°C Bari.Ma tutti portano il Woolrich O.o
Finisce un novembre all'insegna di un Bacco sempre più allegro, più affascinante, con le sue mille sfumature e fragranze. Un mese di sagre, degustazioni, ubriacature.... Ritrovarsi a chiedere al sommelier che ti versa il novello della sua cantina "Di che anno è questo?" (cit. Dario D'Er), perché ormai non si capisce più niente e il vino successivo è sempre più buono di quello precedente :D
E tra una degustazione e l'altra non accorgersi di essere a 20 giorni dalla vigilia di Natale, dalle abbuffate di prelibatezze, di giocate a carte, di auguri, di promesse.
Ma qui, nella mia città, è davvero difficile accorgersi che è già Natale. Sì, perché a Bari il 4 Dicembre ci sono 23°C, un sole che splende e si respira aria di primavera. Davvero una sensazione strana. Vorrei tanto continuare a godere dei raggi che filtrano dalla mia finestra ma sono costretta a chiudere perché Mario (il ristorante qui sotto) ha cominciato a mettere sù la frittura di pesce, che entra dritta nella mia camera >: (
Vabbè, lasciamo stare....
Dove eravamo???Ah, si, la strana sensazione di credere che sia giunta la primavera e che quest'anno ci siamo scansati l'inverno. Tutto questa situazione tutto ti fa pensare tranne che al Natale. Passeggiare per le strade della città non aiuta molto. Infatti le strade sono spoglie. Non ci sono addobbi, luci, alberelli. Nulla ti fa respirare l'aria natalizia. I soli indizi sono: le vetrine addobbate di alcuni negozi, via Argiro chiusa al traffico e illuminata (forse una delle poche strade ad esserlo), la gente che gira in cerca di regali, e i ragazzi con il Woolrich. O.O
Si si, avete capito bene. I ragazzi a Bari, il 4 dicembre, con 23°, girano con il Woolrich, con questo giubbottone imbottitissimo, con tanto di pelliccia di coniglio, che io indossavo a Rimini l'anno scorso a -7° perché nevicava. Ma tutto questo, purtroppo, a Bari è normale e ormai non sorprende più.
Quello che vorrei io invece è ritornare a sorprendermi e ad essere sorpresa, come quando da bambina aspettavo con ansia questo periodo dell'anno e si viveva con la convinzione che Babbo Natale esistesse davvero. Si davvero, perché aveva bevuto il latte e mangiato i biscotti che avevo lasciato per lui. Perché aveva lasciato le impronte dei suoi stivali nel soggiorno fino all'albero. E non era tornato indietro, no. Perché poi si era magicamente dissolto.
Ancora oggi ringrazio i miei genitori che, con mille stratagemmi, ogni anno hanno accresciuto in me e mio fratello quella sensazione di "attesa", e ci hanno insegnato a credere sempre in qualcosa di buono.
E tra una degustazione e l'altra non accorgersi di essere a 20 giorni dalla vigilia di Natale, dalle abbuffate di prelibatezze, di giocate a carte, di auguri, di promesse.
Ma qui, nella mia città, è davvero difficile accorgersi che è già Natale. Sì, perché a Bari il 4 Dicembre ci sono 23°C, un sole che splende e si respira aria di primavera. Davvero una sensazione strana. Vorrei tanto continuare a godere dei raggi che filtrano dalla mia finestra ma sono costretta a chiudere perché Mario (il ristorante qui sotto) ha cominciato a mettere sù la frittura di pesce, che entra dritta nella mia camera >: (
Vabbè, lasciamo stare....
Dove eravamo???Ah, si, la strana sensazione di credere che sia giunta la primavera e che quest'anno ci siamo scansati l'inverno. Tutto questa situazione tutto ti fa pensare tranne che al Natale. Passeggiare per le strade della città non aiuta molto. Infatti le strade sono spoglie. Non ci sono addobbi, luci, alberelli. Nulla ti fa respirare l'aria natalizia. I soli indizi sono: le vetrine addobbate di alcuni negozi, via Argiro chiusa al traffico e illuminata (forse una delle poche strade ad esserlo), la gente che gira in cerca di regali, e i ragazzi con il Woolrich. O.O
Si si, avete capito bene. I ragazzi a Bari, il 4 dicembre, con 23°, girano con il Woolrich, con questo giubbottone imbottitissimo, con tanto di pelliccia di coniglio, che io indossavo a Rimini l'anno scorso a -7° perché nevicava. Ma tutto questo, purtroppo, a Bari è normale e ormai non sorprende più.
Quello che vorrei io invece è ritornare a sorprendermi e ad essere sorpresa, come quando da bambina aspettavo con ansia questo periodo dell'anno e si viveva con la convinzione che Babbo Natale esistesse davvero. Si davvero, perché aveva bevuto il latte e mangiato i biscotti che avevo lasciato per lui. Perché aveva lasciato le impronte dei suoi stivali nel soggiorno fino all'albero. E non era tornato indietro, no. Perché poi si era magicamente dissolto.
Ancora oggi ringrazio i miei genitori che, con mille stratagemmi, ogni anno hanno accresciuto in me e mio fratello quella sensazione di "attesa", e ci hanno insegnato a credere sempre in qualcosa di buono.
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