domenica 4 dicembre 2011

4/12/'11: 22°C Bari.Ma tutti portano il Woolrich O.o

Finisce un novembre all'insegna di un Bacco sempre più allegro, più affascinante, con le sue mille sfumature e fragranze. Un mese di sagre, degustazioni, ubriacature....  Ritrovarsi a chiedere al sommelier che ti versa il novello della sua cantina "Di che anno è questo?" (cit. Dario D'Er), perché ormai non si capisce più niente e il vino successivo è sempre più buono di quello precedente :D
E tra una degustazione e l'altra non accorgersi di essere a 20 giorni dalla vigilia di Natale, dalle abbuffate di prelibatezze, di giocate a carte, di auguri, di promesse.
Ma qui, nella mia città, è davvero difficile accorgersi che è già Natale. Sì, perché a Bari il 4 Dicembre ci sono 23°C, un sole che splende e si respira aria di primavera. Davvero una sensazione strana. Vorrei tanto continuare a godere dei raggi che filtrano dalla mia finestra ma sono costretta a chiudere perché Mario (il ristorante qui sotto) ha cominciato a mettere sù la frittura di pesce, che entra dritta nella mia camera >: (
Vabbè, lasciamo stare....

Dove eravamo???Ah, si, la strana sensazione di credere che sia giunta la primavera e che quest'anno ci siamo scansati l'inverno. Tutto questa situazione tutto ti fa pensare tranne che al Natale. Passeggiare per le strade della città non aiuta molto. Infatti le strade sono spoglie. Non ci sono addobbi, luci, alberelli. Nulla ti fa respirare l'aria natalizia. I soli indizi sono: le vetrine addobbate di alcuni negozi, via Argiro chiusa al traffico e illuminata (forse una delle poche strade ad esserlo), la gente che gira in cerca di regali, e i ragazzi con il Woolrich. O.O
Si si, avete capito bene. I ragazzi a Bari, il 4 dicembre, con 23°, girano con il Woolrich, con questo giubbottone imbottitissimo, con tanto di pelliccia di coniglio, che io indossavo a Rimini l'anno scorso a -7° perché nevicava. Ma  tutto questo, purtroppo, a Bari è normale e ormai non sorprende più.

Quello che vorrei io invece è ritornare a sorprendermi e ad essere sorpresa, come quando da bambina aspettavo con ansia questo periodo dell'anno e si viveva con la convinzione che Babbo Natale esistesse davvero. Si davvero, perché aveva bevuto il latte e mangiato i biscotti che avevo lasciato per lui. Perché aveva lasciato le impronte dei suoi stivali nel soggiorno fino all'albero. E non era tornato indietro, no. Perché poi si era magicamente dissolto.

Ancora oggi  ringrazio i miei genitori che, con mille stratagemmi, ogni anno hanno accresciuto in me e mio fratello quella sensazione di "attesa", e ci hanno insegnato a credere sempre in qualcosa di buono.

1 commento:

  1. Mio fratello mi ha regalato il wool ora ce lho anche ioooooooooooo

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